Ripresa a frequenza di fotogrammi inferiore alla riproduzione — 4, 8 o 12 fps invece di 24. Il movimento si accelera: nuvole, traffico, cantieri.
Si gira più lentamente, il materiale viene riprodotto più velocemente: questo è il succo. Invece di 24 fps, si registra a 4, 8 o 12 fps, ma poi si inserisce il girato nel normale ritmo di montaggio. Risultato: il movimento diventa accelerazione. Le nuvole sfrecciano nel cielo, un cantiere cresce in pochi secondi, le persone sembrano formiche sotto anfetamine.
Sul set funziona così: serve una telecamera assolutamente stabile; ogni tremolio viene amplificato del fattore per cui si accelera. Si registra a 8 fps e si riproduce a 24 fps? Il fattore di accelerazione è 1:3. Ciò significa anche che la luce deve rimanere costante, altrimenti tutto il materiale sfarfallerà. Nessun volo di nuvole senza filtri ND e controllo perfetto dell'esposizione. Il classico metodo della meridiana — una lunga ripresa di ore o giorni con telecamera fissa — utilizza l'accelerazione temporale come puro procedimento a lungo termine.
Diventa praticamente complicato nel montaggio con attori reali. Se la tua protagonista sale una scala e si accelera il tempo, sembrerà innaturalmente affrettata — a volte voluto, spesso fastidioso. La maggior parte dei professionisti utilizza quindi l'accelerazione temporale per puri establishing shots: traffico, cielo, natura, folle in una panoramica. Lì l'effetto funziona senza irritazione psicologica.
Correlati sono il rallentatore (logica inversa — frequenza fps più alta) e il montaggio in tempo reale, ma l'accelerazione temporale rimane lo strumento migliore per svolgimenti di processi — quando si vuole mostrare come scorre il tempo senza che dialoghi o movimenti dei personaggi diventino una farsa. Le moderne telecamere digitali lo fanno elegantemente; in passato si doveva lavorare con telecamere a manovella o interruttori meccanici a intervalli. La tecnica è diventata più accessibile, ma i requisiti di stabilità ed esposizione sono rimasti.
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